04/07/2026
Buongiorno a tutti.
Sono Aldo. Per chi non mi conosce: faccio collane di perle dal 1971. Ho 71 anni. Mia moglie Lucia mi dice sempre che non so usare il telefono e ha ragione, però questo lo scrivo da solo.
Stamattina mi sono alzato alle sei come faccio da cinquantaquattro anni, ho fatto il caffè, e ho guardato il bancone dove lavoro ogni giorno.
Ho pensato a una cosa.
Quando ho cominciato questo mestiere, le donne compravano un gioiello e lo tenevano per vent'anni. Mia madre aveva tre collane. Tre. Le conoscevo una per una. Sapevo quale metteva per la messa della domenica, quale per le occasioni importanti, quale era quella del suo matrimonio.
Oggi mi scrivono donne che hanno venti collane nel cassetto e non ne indossano nessuna.
Non lo dico per giudicare. Lo dico perché mi fa un po' di tristezza.
Da qualche parte, in qualche momento, qualcuno ci ha convinto che avere tante cose valesse più che avere la cosa giusta. E noi ci abbiamo creduto. Io per primo, qualche volta.
Lucia porta la stessa collana da trentadue anni.
Gliel'ho fatta io, ovviamente.
Le perle sono diventate più belle. Lei anche, ma questo non glielo dico o si insuperbisce.
Ecco cosa so dopo cinquantaquattro anni di questo mestiere:
una perla d'acqua dolce vera migliora con il calore della pelle.
Assorbe qualcosa di chi la indossa.
Diventa sua.
Quelle finte invece invecchiano male. Come certe cose.
Sarò un nostalgico orafo forse... ma amo ancora le cose belle, quelle vere, quelle fatte con amore!