12/09/2026
Cartalana nasce anche dall’incontro tra due geografie familiari: la Giudecca, nella parte bassa del paese, dove é nata mia madre e dove ho trascorso parte dell’infanzia nella casa dei nonni materni; e il Quartiere Baglio, nella parte alta del centro storico di Nicotera, al quale appartiene la mia famiglia paterna.
Tra questi due luoghi corre un percorso reale e simbolico. Da bambina lo attraversavo per passare dalla casa di una nonna a quella dell’altra. Durante uno di questi tragitti, mentre ero sola e cominciava a piovere, avvertii accanto a me una presenza protettiva. Quel cammino è rimasto nella mia memoria come una linea invisibile capace di unire l’alto e il basso, le due famiglie, il quotidiano e il mistero.
È lungo questa stessa linea che riconosco oggi la genealogia di Cartalana: un filo che nasce dal territorio, attraversa la memoria familiare e trasforma la materia in racconto. Il legame con la Giudecca, con la cultura tessile del luogo e con l’eredità degli studi di Raffaele Corso inserisce la mia ricerca in una storia più ampia, fatta di gesti, simboli e saperi popolari.
Prima di diventare un metodo, dunque, Cartalana è stata una traiettoria di appartenenza: il filo che congiunge due parti di Nicotera e di me stessa, e che continua a tessere materia, memoria e identità.