15/02/2017
Oggi abbiamo realizzato un’uscita dedicata alla visita nonché scoperta del borgo padulese. Percorrendo la salita dei Trecento, abbiamo raggiunto la chiesa di S. Maria di Costantinopoli, originariamente una ca****la appartenente al palazzo Romano. Costruita intorno al 1772, di proprietà della famiglia Romano che, al tempo, la fece abbellire con decorazioni e stucchi oltre che con una magnifica tavola lignea raffigurante la Madonna, la chiesa presenta una struttura regolare in muratura e appare oggi ben conservata. Sulla sommità si trova una piccola campana. Continuando il nostro percorso abbiamo raggiunto una delle quattro torri delle antiche mura di Padula, per poi ritrovarci nella piazza di San Clemente. Di notevole importanza l’omonima chiesa: di fondazione duecentesca, la chiesa di San Clemente si trova ai piedi dei ruderi dell'antico castello. La chiesa è a navata unica ed è illuminata da cinque finestroni a tutto sesto. Un arco trionfale inquadra l'altare maggiore, alle cui spalle si sviluppano gli ampi locali della sacrestia, attraverso i quali si accede al campanile e ai due matronei posti ai due lati dell'altare. Quello di sinistra è collegato al corridoio del campanile dove a sua volta si apriva l'ingresso utilizzato dai signori di Padula, che passavano così direttamente dal giardino del castello al matroneo. L'altare maggiore, sollevato di tre scalini rispetto al piano dell'aula, è in pietra e marmi policromi. Sopra di esso un'edicola in legno dorato e vetro ospita la statua della Madonna del Rosario. Proseguendo per via XX Settembre, abbiamo raggiunto il famoso vicolo di Padula: molti rivoltosi dei “trecento giovani e forti”, abbandonate le armi, cercavano scampo nel paese ma furono trucidati circa 50 presso un vicolo chiuso, da cui secondo una leggenda ogni notte provennero dei lamenti sino all’Unità d’Italia, quando le loro anime si sarebbero placate. Molto importante anche la chiesa di San Michele Arcangelo (o Sant'Angelo) catalogata come chiesa madre di Padula. Situata nel punto più alto del paese, risale al IX-X secolo e fu probabilmente fondata da un gruppo di abitanti di Cosilinum, costretti ad abbandonare il loro originario insediamento. Poco oltre S. Angelo sorge l’edificio più interessante nonché antico del centro storico di Padula: la Chiesa di S. Nicola, che risente dell’influenza longobarda e successivamente normanna. L’aggiunta del titolo De Donnis sarebbe riconducibile alla presenza di un vicino orfanotrofio per fanciulle, oppure come storpiatura del termine De Domnis, ovvero "dei Signori”, che avrebbero avuto un qualche ruolo nella storia della chiesa. L'edificio, recuperato di recente da uno stato di totale abbandono, ha una particolare importanza architettonica per l'intera Italia Meridionale. Nell'Alto Medioevo fu realizzato l'attuale presbiterio, coperto da una cupola e costituito da tre corpi semicilindrici e dalla cripta sottostante, che si configura come un vero e proprio Martyrium (sepoltura di santi o delle loro reliquie sul modello orientale). Tra il IX e il XII secolo fu aggiunta l'aula rettangolare. Procedendo per via “Lungo dei Greci”, ci siamo fermati nella piazza di S. Croce per ammirare l’incantevole panorama del Vallo di Diano. Scendendo, abbiamo raggiunto la Chiesa della Santissima Annunziata: all’esterno spicca l’arco a tutto sesto in pietra locale a grosse bugne e con stemma civico nella chiave di volta, che immetteva al cortile dell’Ospedale e che nel 1911 venne elevato a Monumento Nazionale. Esso inquadra il Sacrario dei Trecento di Carlo Pisacane, i cui resti dei 257 Galeotti sono custoditi in teche visibili al pubblico.