Vallo Da Scoprire

Vallo Da Scoprire Vallo da Scoprire, un progetto nato da un gruppo di ragazzi del Liceo Scientifico C. Pisacane, con l'obiettivo di valorizzare il territorio valdianese.

Vallo da Scoprire, questo è il nome di un nuovo progetto, nato da un gruppo di ragazzi con un obiettivo comune: lo sviluppo e la crescita del proprio territorio, attraverso la valorizzazione e la conoscenza della cultura e delle tradizioni che lo caratterizzano.

  in trasferta
28/09/2018

in trasferta

L’ Azienda Agricola FATTORIA DEL CERTOSINO parteciperà alla prima edizione “GUSTO ITALIANO” nei giorni 28/29/30 Settembre sul lungo mare di SALERNO, vi aspettiamo in molti per degustare tutti i nostri prodotti 🧀🐐





La Claai in collaborazione con Tanagro Legno Idea e con il patrocinio del Comune di Salerno e della Camera di Commercio organizza la prima edizione di Gusto Italiano sul Lungomare di Salerno, l’evento dedicato alle eccellenze enogastronomiche delle varie regioni d’ Italia , alle specialita’ e ai prodotti tipici.

Dal 28 al 30 settembre sullo splendido Lungomare di Salerno saranno presenti gli Artigiani del Gusto con la migliore enogastronomia dei vari territori italiani.

CONOSCI IL TUO TERRITORIO? CONOSCI LA TUA STORIA?Compila il questionario sulla pagina FACEBOOK o INSTAGRAM‘VALLO DA SCOP...
05/05/2018

CONOSCI IL TUO TERRITORIO? CONOSCI LA TUA STORIA?

Compila il questionario sulla pagina FACEBOOK o INSTAGRAM
‘VALLO DA SCOPRIRE’.

Noi allievi del Liceo Scientifico Carlo Pisacane di Padula,
partecipanti al progetto Scuola Viva, che include i moduli “Il
MIO territorio” e “Project management”, abbiamo redatto un
questionario indirizzato a persone dai 13 ai 60 anni. Il
nostro obiettivo è quello di permettere alla storia e agli
aspetti territoriali, fisici e urbanistici del Vallo di Diano
di radicarsi nella cultura di ogni cittadino. Inoltre si vuole
condurre una ricerca su quanti abitanti, nati e cresciuti nel
Vallo di Diano, conoscono effettivamente il loro territorio,
le tradizioni e la morfologia stimolando in loro la curiosità
di riscoprire la terra che li ha visti nascere.

Il modulo “il MIO territorio” aspira a far conoscere il
territorio del Vallo di Diano attraverso lezioni alternative e
a sviluppare negli allievi la metodologia didattica della
ricerca-azione.
In contemporanea, il modulo “Project management”, punta a
trasmettere nei giovani l’importanza della pianificazione
progettuale per analizzare situazioni di confronto e scambio
attenendosi ai costi e ai tempi previsti.
Gli obbiettivi di entrambi i moduli sono far conoscere in modo
diretto luoghi e situazioni del Vallo di Diano, e approcciarsi
allo studio delle fonti in modo innovativo realizzando anche
un approccio diretto alle tecnologie attraverso le pagine
Facebook e Instagram: “Vallo da scoprire”.
Il questionario, condiviso tramite le piattaforme social dei
moduli si svolgerà online tramite una serie di domande a
risposta multipla e verrà inviato al team di studenti che si
occupano della revisione delle risposte e della
riorganizzazione dei dati.
Per compilare questo questionario occorrono pochi minuti, i
cittadini attraverso queste domande riguardanti la storia, la
cultura e la geografia del Vallo di Diano contribuiscono ad
una raccolta dati creata al fine di scoprire quante persone
realmente conoscono il territorio valdianese. Tra le domande
una, in particolare, riguarda i bisogni del Vallo di Diano;
questa domanda è aperta ai vari punti di vista, allo scopo di
riscontrare i bisogni primari di tutta la comunità.

La compilazione del questionario non richiederà molto tempo e
le risposte non saranno divulgate se non attraverso
statistiche anonime che serviranno proprio a risvegliare negli
abitanti il loro spirito di appartenenza.
Si ringrazia infine la collaborazione dei docenti
coordinatori, dei docenti e tutor interni e degli esperti
esterni e, in particolare, della Dirigente Dott.ssa Liliana
Ferzola che ha insistito fortemente sull’implementazione degli
insegnamenti curriculari attraverso queste nuove esperienze e
progettualità.

Il presente questionario, redatto dagli allievi del liceo scientifico C. Pisacane di Padula, selezionati per il progetto 'Scuola Viva' del modulo 'Il mio territorio', si rivolge a tutti i cittadini del Vallo di Diano di età compresa tra i 13 e i 60 anni. L'obiettivo è quello di conoscere e promuov...

Inizia l’8 maggio e si conclude a fine settembre: Si porta il simulacro al Santuario montano, dove rimarrà per i cinque ...
12/04/2018

Inizia l’8 maggio e si conclude a fine settembre: Si porta il simulacro al Santuario montano, dove rimarrà per i cinque mesi estivi. Questa, come tante feste religiose dell'area calabrolucana, è soggetta alla doppia cadenza celebrativa, all'inizio della buona stagione e all'inizio dell'inverno, comune ai culti misterici che commemoravano la morte e la risurrezione del dio o dea, ritualizzazione del ciclo produttivo dell'anno.
La processione parte dalla chiesa della Santissima Annunziata dopo la celebrazione della messa e giunta a una «cappellina» dov'è conservata una piccola statua del Santo, alla periferia meridionale del paese, sosta per consentire di adornare la statua grande degli ex voto, un ricco corredo di gioielli d'oro sette e ottocenteschi, e della bilancia d'oro, attributo, insieme con la spada, dell'Arcangelo. Poi il corteo inizia la salita al Monte, preceduto da una o più donne che reca in capo lu cindu, costruzione votiva di candele a forma di torre o di barca e da una macchina processionale che rappresenta un'imbarcazione, un «gózzo» tipico delle coste cilentane, portata a spalla per mezzo di due stanghe, ma che da questo momento sarà caricata su un autocarro, al cui albero è appoggiato un ragazzo sui dieci anni che indossa un costume «come San Michele», l'Àngilu.
Lungo il percorso si ferma alla ca****la della Madonna di Costantinopoli e poi, piú solennemente, a quella della Madonna di Loreto dove l'Angelo recita tre invocazioni rituali al Santo insieme con l'offerta dell'incenso, sostituito nei momenti meno rilevanti dallo spadino dell'Angelo «il ferro», dei fiori e di un cero. Dopo l'ultima sosta, la banda che ha accompagnato la processione esegue l'ultimo inno e, mentre la statua preceduta solo dal «cinto» continua il cammino, gran parte della gente si ritira. Al Calvario si tiene la predica.

27/03/2018

PRENDE IL VIA UFFICIALMENTE
IL PROGETTO SCUOLA VIVA-SECONDA ANNUALITÀ
MODULO: "IL MIO TERRITORIO"
PRESSO IL Liceo Scientifico C. Pisacane Padula.

Vallo da Scoprire, un progetto nato da un gruppo di ragazzi del Liceo Scientifico C. Pisacane, con l'obiettivo di valorizzare il territorio valdianese.

VANESSA BERCROFT: GRANDE ATTESA PER LA PERFORMANCE ALLA CERTOSA DI PadulaSarà la sala del Refettorio della Certosa di Sa...
14/07/2017

VANESSA BERCROFT: GRANDE ATTESA PER LA PERFORMANCE ALLA CERTOSA DI Padula

Sarà la sala del Refettorio della Certosa di San Lorenzo, a Padula, a ospitare venerdì 14 luglio "VB82", performance della durata di due ore dell'artista Vanessa Beecroft. In attesa del doppio appuntamento di settembre, a Firenze.

IL VALLO E LA SUA RETE VIARIAIl Vallo di Diano, situato a sud della provincia di Salerno, è attraversato dall’antica Via...
22/06/2017

IL VALLO E LA SUA RETE VIARIA
Il Vallo di Diano, situato a sud della provincia di Salerno, è attraversato dall’antica Via Capua - Regium, nota anche come Via Popilia, (oggi SS 19) è un'importante strada romana costruita nel 132 a.C. che conduceva da Capua a Reggio Calabria e lungo la quale sin dall’epoca romana sorgevano diverse stazioni di posta.

Dopo aver toccato la confluenza tra il fiume Sele e il Tanagro, la via Popilia puntava a sud risalendo il percorso di quest'ultimo fino a raggiungere il Vallo di Diano, un altopiano dove all'epoca erano situate le città romane di Atina (Atena Lucana), Tegianum (Teggiano), Consilinum (Padula), Sontia (Sanza) e i pagi di Marcellianum e Forum Anni, poi Forum Popilii.

Il Vallo oggi conserva, nella sua sistemazione urbana, l’antico tracciato viario, un continuo sovrapporsi di strade scolpite nella roccia viva, riflettendo arcaiche culture che da secoli sono in continua simbiosi con la natura circostante.

Percorrendo la Via Popilia si possono osservare numerosi edifici sacri dedicati alla spiritualità, in particolare all’Arcangelo Michele, testimonianza di un forte radicamento del culto micaelico in tutti i paesi del Vallo di Diano.

Si è appena concluso l'incontro tra gli studenti del liceo C. Pisacane e gli enti locali che ha visto una grande parteci...
26/05/2017

Si è appena concluso l'incontro tra gli studenti del liceo C. Pisacane e gli enti locali che ha visto una grande partecipazione da ambedue le parti e che ha messo in evidenza le potenzialità del vallo di diano, per i giovani e per tutta la comunità

18/05/2017

Sito Soprintendenza BeAP, Soprintendenza, Beni Architettonici, Beni Paesaggistici, Beni culturali, Salerno e Avellino, Salerno, Avellino

In occasione del festival del libro per ragazzi 'All' books are important', a cui hanno partecipato tutte le scuole camp...
17/05/2017

In occasione del festival del libro per ragazzi 'All' books are important', a cui hanno partecipato tutte le scuole campane aderenti a scuola viva, erano presenti anche degli stand di alcune aziende agricole che esponevano i loro prodotti locali

Il Vallo di Diano, rappresentato dal Comune di Padula, ha partecipato allo stand della Regione Campania alla Borsa Medit...
01/04/2017

Il Vallo di Diano, rappresentato dal Comune di Padula, ha partecipato allo stand della Regione Campania alla Borsa Mediterranea del Turismo a Napoli -l’unica grande fiera turistica del Mediterraneo, principale marketplace di primavera in Italia, evento che attira migliaia di visitatori e tour operator interessati a nuove destinazioni-. La partnership con la Fondazione Mida di Pertosa, la collaborazione con il Polo Museale della Campania e il Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni e i diversi contatti nei punti strategici della Regione Campania, aumenteranno la visibilità del Vallo intero.

Polpette di pane (Padula)INGREDIENTI PER 3 PERSONE:300g di pane raffermo 2 uova1 tazza di latte2 cucchiaio di parmigiano...
23/03/2017

Polpette di pane (Padula)
INGREDIENTI PER 3 PERSONE:
300g di pane raffermo
2 uova
1 tazza di latte
2 cucchiaio di parmigiano o pecorino
3 cucchiai di pan grattato
sale e olio di oliva q.b.

PREPARAZIONE:
Mettere il pane ad ammorbidire nel latte, sbriciolandolo, aggiungere le uova e i formaggi grattugiati con il pan grattato. Impastare il tutto per bene e lasciar riposare per 10 minuti. Modellare le polpette in modo che non siano troppo grandi dandogli una forma arrotondata per poi friggerle in abbondante olio di oliva, fino a raggiungere una doratura uniforme.

Oggi abbiamo realizzato un’uscita dedicata alla visita nonché scoperta del borgo padulese. Percorrendo la salita dei Tre...
15/02/2017

Oggi abbiamo realizzato un’uscita dedicata alla visita nonché scoperta del borgo padulese. Percorrendo la salita dei Trecento, abbiamo raggiunto la chiesa di S. Maria di Costantinopoli, originariamente una ca****la appartenente al palazzo Romano. Costruita intorno al 1772, di proprietà della famiglia Romano che, al tempo, la fece abbellire con decorazioni e stucchi oltre che con una magnifica tavola lignea raffigurante la Madonna, la chiesa presenta una struttura regolare in muratura e appare oggi ben conservata. Sulla sommità si trova una piccola campana. Continuando il nostro percorso abbiamo raggiunto una delle quattro torri delle antiche mura di Padula, per poi ritrovarci nella piazza di San Clemente. Di notevole importanza l’omonima chiesa: di fondazione duecentesca, la chiesa di San Clemente si trova ai piedi dei ruderi dell'antico castello. La chiesa è a navata unica ed è illuminata da cinque finestroni a tutto sesto. Un arco trionfale inquadra l'altare maggiore, alle cui spalle si sviluppano gli ampi locali della sacrestia, attraverso i quali si accede al campanile e ai due matronei posti ai due lati dell'altare. Quello di sinistra è collegato al corridoio del campanile dove a sua volta si apriva l'ingresso utilizzato dai signori di Padula, che passavano così direttamente dal giardino del castello al matroneo. L'altare maggiore, sollevato di tre scalini rispetto al piano dell'aula, è in pietra e marmi policromi. Sopra di esso un'edicola in legno dorato e vetro ospita la statua della Madonna del Rosario. Proseguendo per via XX Settembre, abbiamo raggiunto il famoso vicolo di Padula: molti rivoltosi dei “trecento giovani e forti”, abbandonate le armi, cercavano scampo nel paese ma furono trucidati circa 50 presso un vicolo chiuso, da cui secondo una leggenda ogni notte provennero dei lamenti sino all’Unità d’Italia, quando le loro anime si sarebbero placate. Molto importante anche la chiesa di San Michele Arcangelo (o Sant'Angelo) catalogata come chiesa madre di Padula. Situata nel punto più alto del paese, risale al IX-X secolo e fu probabilmente fondata da un gruppo di abitanti di Cosilinum, costretti ad abbandonare il loro originario insediamento. Poco oltre S. Angelo sorge l’edificio più interessante nonché antico del centro storico di Padula: la Chiesa di S. Nicola, che risente dell’influenza longobarda e successivamente normanna. L’aggiunta del titolo De Donnis sarebbe riconducibile alla presenza di un vicino orfanotrofio per fanciulle, oppure come storpiatura del termine De Domnis, ovvero "dei Signori”, che avrebbero avuto un qualche ruolo nella storia della chiesa. L'edificio, recuperato di recente da uno stato di totale abbandono, ha una particolare importanza architettonica per l'intera Italia Meridionale. Nell'Alto Medioevo fu realizzato l'attuale presbiterio, coperto da una cupola e costituito da tre corpi semicilindrici e dalla cripta sottostante, che si configura come un vero e proprio Martyrium (sepoltura di santi o delle loro reliquie sul modello orientale). Tra il IX e il XII secolo fu aggiunta l'aula rettangolare. Procedendo per via “Lungo dei Greci”, ci siamo fermati nella piazza di S. Croce per ammirare l’incantevole panorama del Vallo di Diano. Scendendo, abbiamo raggiunto la Chiesa della Santissima Annunziata: all’esterno spicca l’arco a tutto sesto in pietra locale a grosse bugne e con stemma civico nella chiave di volta, che immetteva al cortile dell’Ospedale e che nel 1911 venne elevato a Monumento Nazionale. Esso inquadra il Sacrario dei Trecento di Carlo Pisacane, i cui resti dei 257 Galeotti sono custoditi in teche visibili al pubblico.

Indirizzo

Monte Balzata
Sala Cosilina
84036

Sito Web

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