02/02/2026
✍🏻 𝐝𝐢 𝐃𝐨𝐧𝐚𝐭𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐋𝐨𝐩𝐞𝐳
«Il tempo fa parte della mia vita in un modo particolare: devo sempre metterlo a posto. E quando si ferma, lo rimetto in moto. Ho a che fare con il tempo ogni giorno e in ogni momento della mia vita e deve marciare bene». Solo un orologiaio può parlare così del tempo e farlo come fossero due amanti. Il nostro orologiaio si chiama Giuseppe Magno e oggi è uno dei pochi in grado di calibrare gli orologi storici della città in modo che le lancette siano sempre in sincrono con il meccanismo che segna l’ora esatta. Lo fa, con i ferri del mestiere al seguito, raggiungendo per esempio la torre dell’orologio del palazzo della Città metropolitana: «Uno dei pochi orologi a Bari ad avere conservato il meccanismo originale. Gli altri sono per lo più tutti elettronici e di storico hanno conservato i quadranti», svela Giuseppe.
Ma un orologiaio come lui, che rallenta o accelera le lancette della storia quotidiana, come affronta il passare del tempo? Viene da chiederselo. «Mi rendo conto che scorre velocemente. A volte calcolo tempi diversi a seconda delle occasioni; specialmente quando riparo un orologio. Quando il lavoro mi impegna, passa velocemente e non percepisco lo scorrere del tempo. Altre volte no, sono più tranquillo e lo lascio scorrere così».
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