24/06/2026
Il mio brevissimo intervento di Maggio al forum di Milano che presto (forse e se non risulterà troppo controcorrente) potrete anche vedere su YouTube.
Il mito del supereroe del web (e perché ammettere i propri limiti vi farà fatturare di più).
Facciamo un piccolo esperimento mentale. Aprite LinkedIn, Facebook o il sito web di una qualsiasi agenzia di comunicazione. Cosa leggete? "Esperti a 360 gradi", "Leader di mercato", "Siamo i migliori in tutto, dalla SEO alla fisica quantistica applicata al marketing".
In tanti anni di gavetta e di lavoro sul campo in tutta Italia, ho conosciuto professionisti straordinari che mi hanno dato tantissimo. Ma c’è una cosa che non ho mai sentito dire a nessuno di loro. E non la leggo nei post, non la vedo nei video:
"Questa cosa qui? No, non la sappiamo fare. C'è chi la fa meglio di noi."
Sembra che ammettere un limite sia diventato il reato più grave del digital marketing. Tutti sanno fare tutto. Ma se fosse davvero così, poche agenzie avrebbero il monopolio assoluto del mercato e tutti gli altri avrebbero già chiuso bottega. Spoiler: non è così.
La realtà oltre la narrazione social è che siamo persone prima che lavoratori. In un mondo che corre verso la deumanizzazione, dove ci si concentra solo sul materiale, io credo ancora fortemente nel valore del rapporto umano. E l'onestà fa parte di questo rapporto.
Diciamoci la verità con pura logica, nel nostro settore è impossibile saper fare tutto ai massimi livelli. Certo, c'è un'eccezione: le grandi agenzie con 15 o 20 dipendenti, dove ogni singola risorsa è iper-specializzata in un verticale. Lì il "tutto" ha un senso. Ma quante sono davvero queste realtà?
Ho voluto analizzare la nostra regione, la Toscana. Il tessuto imprenditoriale toscano – e non solo – è fatto di splendide agenzie boutique, di team snelli e di professionisti brillanti. Realtà eccellenti, ma che per ovvie ragioni di struttura non possono avere un reparto verticale per ogni minima sfumatura del digitale. Eppure, anche qui, la narrazione del "facciamo tutto noi" va per la maggiore.
Il limite non è debolezza, è posizionamento.
Io lo dico senza vergogna, anzi, con orgoglio: io e la struttura che ho creato abbiamo dei limiti. Sappiamo fare bene, benissimo, molte cose. Ma non tutto.
Quando un cliente ha bisogno di un servizio che non rientra al 100% nelle nostre corde, non improvvisiamo. Non facciamo danni. Alziamo il telefono e chiamiamo chi ha fatto di quella specifica competenza il suo punto di forza. Collaboriamo, uniamo i puntini e portiamo a casa l'obiettivo del cliente.
Questo non vi rende inferiori o deboli. Vi rende professionisti affidabili. Chi dichiara di non avere limiti o omette la verità sui propri canali sta ingannando due persone: il potenziale cliente e, prima ancora, se stesso.
Un consiglio spassionato (e un po' ironico): cari colleghi, la libertà professionale è bellissima provate ad ammettere serenamente che non siete capaci di fare tutto. Non succederà nulla di grave, promesso. Anzi, continuate pure a dire che fate tutto e ottimamente. Così, quando il cliente vi prenderà inevitabilmente in castagna, indovinate chi chiamerà per risolvere il problema?
Esatto. E io guadagnerò di più. 😉