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Megland This is the official page for MEGLAND - Siamo convinti che insieme si lavora meglio, si lavora di più e si raggiungono traguardi più importanti.

MEGLAND è agenzia di comunicazione integrata che basa la propria filosofia di lavoro nel co-working così da mettere, al servizio del cliente, sempre il massimo in termini di creatività, esperienza, contatti, innovazione, competenza e capacità. Il mondo della comunicazione è sempre più complesso, profondo e particolare ed è impossibile affrontarlo curandone solo alcuni aspetti. Un progetto di comun

icazione, per essere vincente, deve essere integrato ossia spaziare in tutti i campi con i linguaggi corretti, con un occhio alla tecnologia ed uno alla tradizione in modo che nessuna area rimanga scoperta. MEGLAND ascolta le esigenze di ogni cliente per aiutarlo ad esprimere al meglio le proprie capacità; individua i punti deboli per prevenire i problemi ed esalta i punti forti trasformandoli in tratti distintivi e vincenti grazie ad un approccio "su misura", perchè ogni Azienda, Personaggio O Prodotto hanno una storia, un obbiettivo o un budget differente.

È volendoci bene e prendendoci cura di noi stessi che insegniamo agli altri come amarci, come desideriamo essere amati. ...
12/11/2020

È volendoci bene e prendendoci cura di noi stessi che insegniamo agli altri come amarci, come desideriamo essere amati.

Esistono molti modi per prenderci cura di noi, abitudini attraverso le quali dimostriamo a noi stessi amore, rispetto e dedizione. Trascurarsi è una forma di aggressione. Quando ci trascuriamo, infatti, priviamo noi stessi del giusto valore, togliamo importanza alle nostre necessità, adottando un vero e proprio atteggiamento aggressivo verso noi stessi.

In questi anni di coaching ho capito che quando crediamo di avere la forza sufficiente per curarci degli altri, prima che di noi stessi, quando ci trasformiamo in badanti dell’altro e ci mettiamo da parte, commettiamo un grave errore.

Avere cura di sé non ha nulla a che fare con l’egoismo ma tanto con l’equilibrio; implica assumersi delle responsabilità nei propri confronti, curandosi tanto su un piano fisico come spirituale, psicologico o emotivo.

Avere cura di sé vuol dire badare a se stessi, ascoltare i propri bisogni e capire che abbiamo il diritto di stare bene. Significa comprendere e riconoscere la nostra stessa esistenza, consapevoli che ci meritiamo il nostro amore, la nostra cura e la nostra compassione, superando i giudizi negativi che abbiamo di noi e che minano la nostra autostima.

Prendersi cura di sé significa evitare tutto ciò che ci causa malessere: allontaniamoci dalle persone che ci recano danno, impariamo a dire NO, stabiliamo limiti su ciò che vogliamo fare o meno, prendiamoci la libertà di decidere per noi stessi, mettiamo il nostro benessere al primo posto.

Erich Fromm diceva:
“Il mio Io deve essere un oggetto di amore tanto quanto ogni altro essere. L’affermazione della propria vita, felicità, crescita, libertà è determinata dalla propria capacità di amare, ovvero dalle cure, dal rispetto, dalla responsabilità e dalla comprensione. Se un individuo è capace di amare in modo produttivo, ama anche se stesso; se può amare solo gli altri, non può amare completamente.”
(Restando in tema: piccoli rituali per volersi bene, i miei capelli meravigliosi sono sempre opera di .aloisio .milan ❤️)

“Non lasciare mai che un brutto periodo ti induca a pensare che stai vivendo una br**ta vita.”
05/11/2020

“Non lasciare mai che un brutto periodo ti induca a pensare che stai vivendo una br**ta vita.”

Parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri, ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in se stessi.” Wen ...
02/11/2020

Parlare è un mezzo per esprimere se stessi agli altri, ascoltare è un mezzo per accogliere gli altri in se stessi.”
Wen Tzu

La comunicazione è sempre un processo a due vie: un dialogo tra una persona che parla e una che ascolta. Senza ascolto, infatti, non c’è comunicazione.
Essere dei buon ascoltatori non è così semplice e scontato come sembra. A volte, distratti come siamo dai rumori dell’ambiente esterno e dal vocìo della nostra mente, sentiamo, ma non ascoltiamo attivamente. Ed ecco che sorgono fraintendimenti, malintesi, delusione e frustrazione. Se vogliamo essere ascoltati, la prima cosa da fare è proprio…ascoltare.
Saper ascoltare è una qualità che richiede pratica, allenamento e costanza. É un’arte difficile, ma non impossibile, necessaria per costruire rapporti solidi e duraturi.
Qui di seguito oppure su Instagram, nella cartella coaching, trovi 6 semplici regole per imparare ad ascoltare.

1️⃣ Ascolta te stesso
Se vogliamo che gli altri ci ascoltino, dobbiamo prima di tutto iniziare da noi stessi. Come facciamo a pretendere che gli altri ci ascoltino se non siamo spesso chiari su cosa vogliamo comunicare?
Ogni tanto fermati e stai in silenzio, ritagliati uno spazio e un tempo tutto per te. Ascolta quella vocina interiore che sempre ti parla e ti guida, non soffocarla.
2️⃣ Sviluppa l’empatia
Uno degli ingredienti fondamentali della comunicazione è l’empatia. Ascoltare non significa semplicemente aspettare il proprio turno per parlare, né stare in silenzio e annuire. Significa piuttosto essere attivamente in ascolto dei bisogni dell’altra persona, cercare di entrare nel mondo dell’altro, anche se non lo condividiamo.
3️⃣ Non fare l’indovino
Una delle trappole in cui cadiamo più spesso è quella dell’indovino: tendiamo a leggere la mente degli altri, credendo di sapere cosa pensano, cosa provano e cosa è giusto per loro. Quando senti che sta per scattare questa trappola nella tua vita chiediti: Su cosa è basato il mio ragionamento? Quali sono le prove? Da cosa capisco che…? Cosa mi fa pensare che…?
4️⃣ Non giudicare
Credendo di sapere dove l’altro vuole arrivare, ci poniamo in una posizione di superiorità e giudichiamo quello che l’altro ci sta dicendo. Ognuno di noi ha qualcosa da insegnare e tutti noi abbiamo qualcosa da imparare dagli altri. Mantieniti aperto al dialogo, senza giudicare. Quando qualcuno sta condividendo le proprie emozioni, positive o negative che siano, è essenziale riconoscergliele, anche e soprattutto quando dal nostro punto di vista non hanno senso. Quando identifichiamo e riconosciamo un’emozione, permettiamo a una persona di scaricarsi. Allora si sente ascoltata e capita; allora le emozioni positive aumentano e quelle negative pian piano si dissipano.
5️⃣ Verifica di aver compreso il senso
Per essere davvero sicuri di aver compreso quello che l’altro ci sta dicendo, possiamo usare delle semplici formule usate in Neuro-semantica: «Se ho capito bene… ho capito bene?» oppure: «Cosa intendi esattamente per?…» oppure: «Ti ho sentito dire che… puoi dirmi di più?»
Parafrasando rischiamo di cambiare il significato originale e di imporre la nostra mappa del mondo. Ripetendo le stesse parole dell’interlocutore, senza aggiungere la nostra personale interpretazione ci avvicineremo al senso originale della comunicazione. In questo modo, si può raggiungere l’accordo con l’altra persona che si sentirà accolta ed ascoltata e ancora più incoraggiata ad aprirsi con fiducia al dialogo.
6️⃣ Non interrompere
Una delle abitudini più diffuse è quella di interrompere il nostro interlocutore, un comportamento fastidioso e poco rispettoso. Non avere fretta di arrivare a delle conclusioni, lascia che l’altro si esprima liberamente e intervieni nelle pause.
A volte l’intenzione non è quella di offendere l’altro, ma presi dall’entusiasmo e dal trasporto non riusciamo a trattenerci e pensiamo ad alta vice. Morditi la lingua e aspetta, il tuo interlocutore te ne sarà grato.

Niente zucca, nessuna ragnatela, niente travestimenti. Non ho comprato caramelle perché so che nessun bambino busserà al...
31/10/2020

Niente zucca, nessuna ragnatela, niente travestimenti. Non ho comprato caramelle perché so che nessun bambino busserà alla porta domandando “dolcetto o scherzetto?”: troppo pericoloso. Quest’anno va così, non porta nessun fascino, nessun divertimento spensierato, nessun inutile dibattito su “quanto ci siamo americanizzati importando questa festa” contro “questa festa fa parte della cultura di molti paesi italiani che ricordano le anime di chi non c’è più con candele alle finestre, tavole apparecchiate, processioni, dolci speciali ...”.
Ad aleggiare sulle nostre teste non sono simpatici fantasmini, ma cavoli enormi.
Il nostro cervello è quasi interamente occupato da un pensiero pesante, condizionante, sgradevole, ingombrante, odioso. Siamo preoccupati per la nostra salute, per quella dei nostri cari. Siamo preoccupati per il lavoro, le nostre attività, l’economia, l’educazione dei più giovani, l’escalation di violenza, intolleranza e disperazione alla quale assistiamo attoniti. La nostra imperfetta vita pre-COVID ci manca e la rimpiangiamo. Cose che consideravano banalissime oggi paiono miraggi.
È vero, ci sono tante cose che non possiamo fare più, ma ce ne sono tante altre, nuove, che invece possiamo iniziare, possiamo provare anche solo per questo periodo. Nessuna sostituzione definitiva: è semplicemente arrivato il momento in cui si capisce che abbracciare il cambiamento è l’unico atteggiamento che ci porterà a ritrovare equilibrio, benessere, stabilità emotiva fino a quando questo momento non sarà passato. Impariamo a dominare il periodo anziché farci dominare da esso con tutte le sue ansie e paure.

Quest’anno, al posto della zucca, metto questi magnifici fiori bianchi. Non andrò a cena fuori bensì a pranzo in uno dei ristoranti dei miei amici per sostenerli e avere anche l’occasione di salutarli. Farò una donazione ad una associazione che si occupa di distribuire pasti alle persone in difficoltà. La sera organizzerò una videocall con i miei nipotini per leggere insieme un libro e chiacchierare in pigiama.
Piccole cose, è vero.
Ma come insegna il mio coach : nella vita puoi scegliere di vivere da mosca o da ape 🐝.

Qualche giorno fa ho letto questa frase in un post di .spagnuolo:“Il PRESENTE è potere nelle tue mani, è responsabilità ...
24/10/2020

Qualche giorno fa ho letto questa frase in un post di .spagnuolo:
“Il PRESENTE è potere nelle tue mani, è responsabilità della tua vita, è diventare adulto”.
Molti di noi vivono vite ingabbiate nel passato o troppo proiettate sul futuro.
Quante volte l’attaccamento a fatti del passato ci ha impedito di vivere il presente facendoci perdere giorni preziosi, opportunità, emozioni?
Quante volte ci blocchiamo nell’attesa che quei desideri si realizzino, che la situazione sia “perfetta”, di avere tutti i tasselli così come li abbiamo programmati?
E intanto la vita va avanti e non ci aspetta, passano i giorni, scorrono le ore.
Sprechiamo tempo prezioso bloccati tra un tempo che non tornerà più, che non potremo mai più cambiare e un altro tempo che non é ancora reale.
Perché abbiamo così paura di stare in questo tempo presente?

È un venerdì grigio e piovoso in questa città che ieri sera ha affrontato il suo primo coprifuoco dopo la seconda guerra...
23/10/2020

È un venerdì grigio e piovoso in questa città che ieri sera ha affrontato il suo primo coprifuoco dopo la seconda guerra mondiale. Leggo la rassegna stampa, i toni sono gravi. Tutti sono unanimi nel dire che questa ennesima misura restrittiva non basterà a contenere l’emergenza.
Di fatto siamo in guerra anche se molti non hanno ben capito quale sia il nemico.
Le polemiche sono inutili sempre, figuriamoci ora. Anche farsi prendere dall’ansia, dalla disperazione dettata dall’incertezza è inutile e sopratutto non aiuta. Dobbiamo imparare a trovare una nostra normalità e spazi belli anche in questa situazione, sostituendo le lamentele con la progettualità. Chi può deve continuare a sostenere le attività produttive e commerciali: con tutte le dovute precauzioni nessuno ci impedisce di andare a cena presto (cosa che tra l’altro io adoro ed è molto più sana) o di ordinare a casa.
Tenete fiori freschi in casa, curate i vostri spazi, le piante, spegnete la tv e ascoltate buona musica, accendete le candele, leggete, fate yoga, meditazione, corsi che vi interessano, cucinate, fate quella telefonata che vi rende felici.
L’anima va nutrita ed è compito nostro farlo.
Questa è una buona occasione per imparare ad essere acceleratori di processi virtuosi, divulgatori di entusiasmo, spacciatori di serenità. Farà bene a noi e a chi ci sta vicino.

La preoccupazione come meccanismo di controllo: “Ciò che ti preoccupa, ti controlla”.   Tutto quello che ci preoccupa ci...
21/10/2020

La preoccupazione come meccanismo di controllo:
“Ciò che ti preoccupa, ti controlla”.
Tutto quello che ci preoccupa ci controlla per il semplice fatto che le preoccupazioni sono pensieri che ruotano di continuo nella nostra testa senza una apparente via d’uscita. Credenze che alimentiamo con paure, dubbi e aspettative che, se non fermiamo, crescono a dismisura
generando ansia e a volta attacchi di panico. Tutti noi tendiamo a preoccuparci molto più spesso delle cose, piuttosto che a occuparci delle cose.
Una preoccupazione costante riduce drasticamente la disponibilità di risorse cerebrali che vengono impiegate dalla preoccupazione stessa.
Occuparsi invece di un problema è una cosa molto diversa e vuol dire farsene carico e cercare in modo operativo delle soluzioni. Non vuol dire accettare di soffrire, ma provare a cambiare qualcosa che non ci aggrada (Filippo Ongaro)
Passare dal preoccuparsi all'occuparsi dei propri problemi, significa costruire una strada per vivere una vita migliore e, come per tutte le costruzioni, anche per questa ci vogliono tempo, pazienza e metodo.

Tuttavia il saggio ci dà la soluzione per evitare che le preoccupazioni ci controllino:
“Se c'è una soluzione perché ti preoccupi? Se non c'è una soluzione perché ti preoccupi?”.

È un anno durissimo, con perdite dolorose alle quali è difficile dare una ragione semplicemente perché non c’è.La verità...
06/10/2020

È un anno durissimo, con perdite dolorose alle quali è difficile dare una ragione semplicemente perché non c’è.
La verità è che non si è mai davvero pronti per dire addio alle persone alle quali vogliamo bene.
Da bambina immaginavo che le persone care che ci lasciano ci osservassero nascoste dietro le nuvole.
Ancora oggi ho alzato gli occhi al cielo per cercarvi.

Grateful for where I’m at.Excited for where I’m going.
01/10/2020

Grateful for where I’m at.
Excited for where I’m going.

Quando esci con le amiche e non ti trucchi perché “tanto siamo noi” ❤️E nel frattempo faccio pace con il mio viso stanco...
17/09/2020

Quando esci con le amiche e non ti trucchi perché “tanto siamo noi” ❤️
E nel frattempo faccio pace con il mio viso stanco, con le rughe che iniziano a comparire, con gli occhi segnati dall’insonnia di un periodo tumultuoso, con le macchie della pelle: quelle che sono cresciute con me e quelle nuove. È difficile fare i conti con se stessi e con l’ideale che abbiamo di noi. È difficile guardare le immagini di noi non ritoccate da make-up, filtri o luci che ammorbidiscono la realtà.
Accertarsi è una conquista giornaliera, in certi periodi è più facile, in altri meno e tanto dipende dalla nostra autostima.
Viviamo in una società che non ci perdona nulla, che guarda e sottolinea il neo, il difetto, l’errore prima ancora delle cose belle e positive.
Anche io ero così e sto lavorando tanto, da anni, per cambiare la mia mentalità. Riesco ad essere più positiva e tollerante con gli altri che con me stessa. Pubblicare queste foto agli occhi di tanti può sembrare una stupidaggine, per me ha un significato enorme.

Indirizzo

Milan
20121

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