10/09/2026
La prima volta arrivò nel momento più bello.
La seconda, il giorno prima che scoprissero che qualcosa era cambiato.
Era sempre lei: una libellula.
Piccola, leggera, sospesa per pochi istanti davanti ai loro occhi.
Eppure, da quel momento, nessun battito d’ali avrebbe più avuto per loro lo stesso significato.
Per capire perché, bisogna tornare indietro, al loro amore.
Ci sono stati giorni in cui amarsi è stato semplice, giorni in cui bastava uno sguardo per sentirsi dalla stessa parte del mondo e giorni in cui, invece, ci sono stati silenzi lunghi, paure lasciate nell’ombra.
Il loro amore non è sempre stato leggero eppure sono rimasti: non perché fosse sempre facile ma perché tra loro c’era un filo sottile che continuava a riportarli l’uno verso l’altra.
E forse è proprio per questo che, quando scoprirono che dentro di loro stava iniziando una nuova vita, quella gioia ebbe il sapore di qualcosa di immenso.
Quel giorno videro una libellula.
E loro due, lì, con una vita nuova davanti e il futuro che sembrava aprirsi lentamente.
Poi la libellula tornò.
La videro ancora, prima di scoprire che il loro sogno non avrebbe potuto continuare a crescere come avevano immaginato.
La stessa leggerezza, lo stesso battito d’ali, ma loro non sarebbero più stati gli stessi.
Perché ci sono dolori che non si vedono, ma dentro spostano il mondo.
Cambiano il modo di respirare, il modo di guardare il tempo, il modo di tornare a casa.
E forse quella libellula non era lì per dare una spiegazione, era semplicemente lì: silenziosa, fragile, impossibile da trattenere.
Come a ricordare che tra la gioia più grande e il dolore più grande può esserci un filo invisibile.
Un filo che si chiama amore.
L’amore per tutto ciò che avevano già immaginato, per le parole mai dette, per il futuro che avevano iniziato a costruire dentro di sé.
E l’amore tra due persone che, quando tutto sembrava crollare, hanno dovuto imparare a tenersi ancora più forte.
Perché l’amore non salva dal dolore, non può fermarlo, non può renderlo più giusto, non può restituire ciò che non c’è più, ma a volte è l’unica cosa che ci impedisce di perderci completamente.
*continua nei commenti*