Specialisti del ViVo - SDV srl

Chiama Indicazioni Sito Web Contatta l'azienda

Specialisti del ViVo -  SDV srl Azienda specializzata nell'importazione e commercializzazione di Crostacei Vivi e Prodotti Ittici di qualità. Vivaio crostacei da 20.000 kg in Misano adriatico.

Importazione e distribuzione all'ingrosso di crostacei vivi e prodotti ittici.

Buon venerdì a tutti da Specialisti del ViVo -  SDV srl!Ecco le nostre aragoste atlantiche, che vi osservano dalle nostr...
16/10/2026

Buon venerdì a tutti da Specialisti del ViVo - SDV srl!

Ecco le nostre aragoste atlantiche, che vi osservano dalle nostre vasche!

Buon pomeriggio a tutti da Specialisti del ViVo -  SDV srl!Sembra che questo astice americano voglia un abbraccio... E i...
14/10/2026

Buon pomeriggio a tutti da Specialisti del ViVo - SDV srl!

Sembra che questo astice americano voglia un abbraccio... E invece no!

La postura che il crostaceo ha assunto in questa foto è detta postura deimatica ed ha un significato ben preciso: è un segno di minaccia!

Quando si sente in pericolo perchè avvicinato da un predatore o, come in questo caso, manipolato, l'astice mette in atto una serie di comportamenti di avvertimento, per comunicare che è ben protetto e in grado di difendersi e contrattaccare. Le chele vengono alzate, rendendo così ben visibile la superficie inferiore vivacemente colorata, arancione nell'americano e bianca nell'europeo: il flash improvviso di colore funge già da primo segnale di avvertimento. In più, il crostaceo si erge sulle zampe toraciche, per apparire più grande. Con le chele aperte e pronte a pinzare il nemico, l'astice indietreggia lentamente per cercare un rifugio, senza perdere di vista il predatore, che viene costantemente monitorato tramite le due antenne, protese in avanti. E in ogni caso, è sempre pronto a scattare indietro con un colpo di coda!

Buon venerdì a tutti da Specialisti del ViVo -  SDV srl con queste bellissime spigole dalla Croazia!
09/10/2026

Buon venerdì a tutti da Specialisti del ViVo - SDV srl con queste bellissime spigole dalla Croazia!

Un po' di foto da Vigo!Ci trovate sempre nel padiglione 4, stand D26, box 27!Venite a trovarci!
07/10/2026

Un po' di foto da Vigo!

Ci trovate sempre nel padiglione 4, stand D26, box 27!

Venite a trovarci!

Siamo carichissimi, manca poco!E voi ci sarete? Passate a trovarci!
02/10/2026

Siamo carichissimi, manca poco!

E voi ci sarete? Passate a trovarci!

Conxemar 2026, ci siamo!Pronti per la ventisettesima edizione a Vigo, Spagna, dal 6 all'8 ottobre 2026!Ci trovate nel pa...
30/09/2026

Conxemar 2026, ci siamo!

Pronti per la ventisettesima edizione a Vigo, Spagna, dal 6 all'8 ottobre 2026!

Ci trovate nel padiglione 4, stand 4D26, box 27.

Venite a trovarci, vi aspettiamo!

23/09/2026
Post del venerdì!Parliamo dell'aragosta australe e delle sue capacità... digestive. L'aragosta australe, originaria dell...
18/09/2026

Post del venerdì!

Parliamo dell'aragosta australe e delle sue capacità... digestive. L'aragosta australe, originaria delle acque del Sudafrica, rappresenta nel suo ambiente uno dei predatori dall'attività più intensa. Specialmente quando presente ad elevate densità, è in grado di impattare drasticamente sulle comunità di animali bentonici. Durante uno studio condotto nel 1996, sono stati valutati i target preferiti dalle aragoste e la capacità di digestione di queste ultime. Come era previsto, i due mitili locali Aulacomya ater e Choromytilus meridionalis rappresentano le prede preferite, dato l'elevato contenuto energetico. Nei siti esaminati, il contenuto dell'apparato digerente delle aragoste ha rivelato anche dati insoliti: in alcuni casi, sono stati rilevati contenuti in alghe (soprattutto kelp) e spugne, entrambi alimenti mai considerati abituali per le aragoste. L'analisi degli enzimi digestivi ha rilevato, oltre alla consueta attività proteolitica, anche una elevata attività amilolitica, insieme curiosamente anche a una spiccata attività delle gelatinasi. Gli enzimi amilolitici si spiegano con l'abbondanza di glicogeno dei mitili, mentre potrebbero essere di ausilio per estrarre eventuali amidi presenti nelle alghe, che del resto non vengono assolutamente digerite data l'assenza di enzimi idonei, ma soltanto sminuzzate meccanicamente. La gelatinasi invece è particolarmente efficace nel degradare lo scheletro delle spugne, costituito da collagene e spongina: esse potrebbero rappresentare una importante quota, sottostimata, delle risorse impiegate dall'aragosta australe.

Torniamo alle nostre considerazioni su un ipotetico allevamento di aragoste, partendo dall'uovo per arrivare alla taglia...
16/09/2026

Torniamo alle nostre considerazioni su un ipotetico allevamento di aragoste, partendo dall'uovo per arrivare alla taglia commerciale. Abbiamo detto come già le caratteristiche fisiche del cibo necessario alle fasi giovanili debbano soddisfare requisiti precisi, come consistenza, attrattività, affidabilità, stabilità in acqua. E per quanto riguarda le caratteristiche nutrizionali? Per l'aragosta reale non esistono dati ben precisi, ragione per cui sono state impiegate come paragone altre specie di aragosta più studiate sotto questo aspetto, quali le aragoste tropicali Panulirus ornatus e cygnus, le aragoste australi Jasus edwardsii e le aragoste neozelandesi Sagmariasus verreauxi. Valutando l'alimentazione naturale dell'aragosta reale, composta soprattutto da molluschi, echinodermi e altri crostacei e secondariamente da altro cibo animale occasionale, è possibile dedurre come una dieta ideale in allevamento debba essere molto ricca di proteine e relativamente povera di grassi, ma con un contenuto medio-alto di carboidrati (circa il 25%); quest'ultima particolarità, apparentemente insolita, si spiega con la ricchezza in glicogeno dei molluschi di cui le aragoste si nutrono. Ipotizzando delle quote compositive, la componente proteica potrebbe aggirarsi intorno al 50% di una dieta secca, dato che le proteine vengono impiegate non solo per la funzione plastica ma anche per ottenere direttamente energie. I grassi invece sono utilizzati come fonte energetica specialmente durante gli stadi giovanili. Nonostante il tenore lipidico ipotetico piuttosto ridotto (6-10%) dovrebbe esserci tassativamente una certa quota di colesterolo, dato che i crostacei ne sono strettamente dipendenti per produrre gli ectisteroidi, gli ormoni necessari alla muta e quindi alla crescita.

Avreste detto che ideare allevamenti del genere fosse così complesso?

Torniamo con la parte 2 sulle nostre considerazioni sull'ipotetico allevamento di aragoste. Al momento, al mondo non esi...
11/09/2026

Torniamo con la parte 2 sulle nostre considerazioni sull'ipotetico allevamento di aragoste. Al momento, al mondo non esistono strutture o protocolli che siano in grado di fornire le quantità di prodotto necessarie ai circuiti commerciali prodotte totalmente a partire dalle uova schiuse in cattività. Esiste nel sud est asiatico una importante realtà che fornisce aragoste accresciute in ambiente confinato, generalmente gabbie in mare, ma che rimane tuttavia completamente dipendente dal prodotto selvatico. In queste zone infatti si ha naturalmente una forte presenza di giovani aragoste che si avvicinano alla costa per stabilirsi sul fondo, allo stadio di puerulus, ovvero una minuscola aragosta trasparente. I pueruli vengono attratti da substrati ricchi di nascondigli, come mazzi di fronde di palma appesi in acqua, e quindi pescati per essere allevati. In questo modo la fase larvale planctonica viene completamente evitata nel corso dell'allevamento. Nel corso degli studi di accrescimento a partire dall'uovo, si è visto come il fillosoma delle aragoste prediliga cibi dalla consistenza morbida, come il plancton gelatinoso. Infatti, test condotti con mangime pellettato classico, hanno dato problematiche legate a "intasamento" delle numerose appendici degli animali, con conseguente affondamento e morte; anche il ridotto volume dello stomaco e il lungo tempo di digestione influiscono negativamente sulla corretta assunzione di cibo di questa tipologia, poichè esso rimane a lungo nell'acqua degli impianti, inquinandola; anche la stessa idratazione del pellet secco causa problemi, quali affondamento troppo rapido e quindi inaccessibilità agli animali, sospesi nella colonna d'acqua. Una buona soluzione è stata quindi trovata sostituendo il cibo secco con particolari formule di consistenza gommosa o gelatinosa, che uniscono palatabilità facilità di assunzione ed evitano di incrostare la superficie corporea del fillosoma.

Se questo argomento vi piace, torneremo prossimamente alla carica!

Indirizzo

Via Dell'industria, 8
Misano Adriatico
47843

Orario di apertura

Lunedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Martedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Mercoledì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Giovedì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Venerdì 08:30 - 12:30
14:30 - 18:30
Sabato 08:30 - 12:30

Telefono

0039 0541 697842

Notifiche

Lascia la tua email e sarai tra i primi a sapere quando Specialisti del ViVo - SDV srl pubblica novità e promozioni. Il tuo indirizzo email non verrà utilizzato per nessun altro scopo e potrai annullare l'iscrizione in qualsiasi momento.

Contatta L'azienda

Invia un messaggio a Specialisti del ViVo - SDV srl:

Scelte rapide

Condividi