06/05/2026
Non riesce più nemmeno a mangiare.
E questo dovrebbe bastare per fermare il mondo.
Grisù non è “solo un gatto”.
È uno di quei cuori silenziosi che diventano casa per tutti, senza chiedere nulla.
Un passo leggero tra le vie, uno sguardo familiare, una presenza che riempie il vuoto di un quartiere intero.
E adesso no.
Adesso Grisù ha paura.
Ha dolore.
E qualcuno gli ha tolto perfino la cosa più semplice: nutrirsi, vivere.
Colpito al muso.
Con violenza.
Con una cattiveria che non ha spiegazione.
Fa male solo a dirlo.
Perché chi lo conosce sa che Grisù non faceva male a nessuno.
Camminava libero, fidandosi delle persone.
Fidandosi di noi.
E invece qualcuno ha tradito quella fiducia nel modo più crudele.
Oggi non si lascia avvicinare.
Scappa anche da chi vuole salvarlo.
E questa è forse la ferita più grande:
non solo il dolore fisico, ma la paura che gli abbiamo messo dentro.
Ma Grisù non è solo.
C’è un quartiere intero che lo cerca, che non si arrende.
C’è chi prova, ogni giorno, a trovargli un angolo sicuro, un modo per aiutarlo, per salvarlo.
E allora sì, in mezzo a tutto questo orrore, una speranza deve esistere.
Che Grisù si lasci aiutare.
Che qualcuno riesca a prenderlo in tempo.
Che quelle ferite possano guarire.
Che torni a camminare tra le sue strade, libero, come ha sempre fatto.
Perché Grisù merita di vivere.
Merita di fidarsi ancora.
E chi ha fatto questo…
non merita silenzio.