06/09/2026
Sono più di 25 anni che opero nel mondo della gioielleria.
25 anni passati a studiare, osservare, imparare, anticipare le esigenze dei clienti e cercare continuamente di migliorarmi.
Ho vissuto tantissime gioie, ma anche tantissimi dolori.
Ho creato, lavorato, rischiato e soprattutto ho avuto la soddisfazione di conquistare e rendere felici tantissimi clienti.
Ma le prime vere delusioni sono arrivate già nei primi anni di attività.
Dopo enormi sacrifici, quando pensavo di aver finalmente costruito qualcosa di mio…
ARRIVA LA PRIMA RAPINA.
In un attimo, tutto quello che avevo costruito viene praticamente azzerato.
Mi sono ritrovato a terra.
Ma non mi sono arreso.
Grazie anche ad alcuni colleghi che hanno creduto in me, mi sono rimboccato le maniche e sono ripartito.
Ho ricominciato da capo.
E dopo appena quattro anni…
UN’ALTRA RAPINA.
Ancora una volta tutto da ricostruire.
Ancora sacrifici.
Ancora notti insonni.
Ancora la forza di andare avanti quando sarebbe stato molto più facile mollare.
E nel frattempo non ci sono state soltanto le rapine.
Ci sono state anche le delusioni delle persone.
Clienti ai quali ho dato fiducia, che hanno approfittato della mia disponibilità e della mia bontà.
Persone che non mi hanno pagato.
Persone che, nonostante mi avessero lasciato dei debiti, poi incontrandomi per strada facevano finta di nulla.
E magari li vedevi spendere e spandere come se niente fosse.
A quel punto ho preso una decisione:
mai più debiti con nessuno.
Ho preferito rinunciare a qualcosa piuttosto che mettere nuovamente a rischio quello che con tanta fatica avevo costruito.
E oggi, quando qualcuno di questi personaggi mi vede e cambia strada…
beh, diciamo che i topi, quando vedono il gatto, sanno bene dove andare. 🐀🐈
Poi è arrivata un’altra battaglia.
Il settore della gioielleria ha iniziato a cambiare profondamente.
L’aumento spropositato del prezzo dell’oro e dell’argento ha messo in difficoltà tutto il settore.
Ma anche questa volta non mi sono fermato.
Ho studiato.
Ho osservato il mercato.
Ho cercato di capire cosa volevano davvero i clienti.
Ho investito in nuovi macchinari.
Ho cambiato, adattato, innovato.
E, fortunatamente, ancora una volta sono riuscito a trovare nuovi sbocchi e a rimettere in moto il sistema.
Perché dopo 25 anni ho imparato una cosa:
puoi buttarmi giù, ma finché ho la forza di rialzarmi, non hai vinto.
E poi…
12 AGOSTO.
BAM. 💥
Un altro furto.
Questa volta, fortunatamente, il danno economico è stato inferiore rispetto alle tragedie del passato.
Ma c’è qualcosa che non si misura con i soldi.
IL DANNO PSICOLOGICO.
Quello rimane.
Rimane quando chiudi la porta.
Rimane quando torni nel tuo negozio.
Rimane quando guardi le telecamere.
Rimane quando pensi a tutto quello che hai passato.
E dopo più di 25 anni di sacrifici, rapine, furti, delusioni, crisi, investimenti, rinunce e rinascite…
per la prima volta mi sono fatto una domanda che non avrei mai pensato di farmi:
NE VALE ANCORA LA PENA?
Non ho ancora una risposta.
So soltanto che sono passati più di 25 anni.
E nonostante tutto…
SONO ANCORA QUI.
Forse è questa, alla fine, la mia più grande vittoria.