23/05/2026
Oggi faccio un post un po’ più filosofico, una riflessione di come sia necessario custodire e coltivare un certo tipo di sensibilità verso il mondo.
Perchè ci piace la tecnologia? Perchè riduce l’attrito e il tempo che impieghiamo a fare qualche cosa.
Oggi si parla tanto di intelligenza artificiale, sicuramente ha degli impieghi utili, soprattutto se viene utilizzata per supportare il lavoro, dare una mano ad organizzare, alleggerire da compiti ripetitivi.
Ma c’è un pericolo, quello di perdere la capacità creativa e di messa in discussione della realtà.
Non semplicemente perchè chiediamo le risposte all’IA, ma perchè perdiamo di vista il processo e vogliamo subito il risultato.
Ma il raggiungimento di un risultato diverso da quello che l’IA potrebbe generare sta proprio nella nostra capacità umana di vivere l’esperienza del processo e della sua naturale imperfezione.
Qualcosa di diverso ed eccezionale si trova sperimentando, esplorando l’errore, ritrovando un tempo più lento.
In foto: Processo di creazione di un pezzo unico con quarzo rutilato.
Buon weekend
Stefano