19/10/2026
L’energia si manifesta in tre modi caratteristici, noti come Dang, Rolpa e Tsal.
Questi termini sono intraducibili e dobbiamo utilizzare le parole tibetane. Vengono spiegati con tre esempi: lo specchio, la sfera di cristallo e il prisma di cristallo.
Uno specchio non ha né forma né colore.
Eppure, quando vi si pone davanti un panno rosso, lo specchio appare rosso; se vi si pone davanti un panno verde, appare verde, e così via. Pertanto, sebbene la vacuità di uno specchio sia essenzialmente infinita e senza forma, lo specchio può riempirsi di qualsiasi contenuto.
Lo stesso accade con l’energia dell’individuo: sebbene al livello di Dang sia essenzialmente infinita e senza forma, è chiaro che ha la capacità di assumere qualsiasi forma...
Scoprire questo significa scoprire il Dharmakaya o “Corpo della Verità”, che è meglio tradotto come “Corpo della Vera Natura della Realtà”...
Quando un oggetto viene posto vicino a una sfera di cristallo, all’interno della sfera si può vedere un’immagine dell’oggetto, cosicché l’oggetto stesso sembra trovarsi al suo interno.
Lo stesso può accadere con l’energia dell’individuo, che ha la potenzialità di manifestarsi come un’immagine percepita “internamente”, come se fosse vista “con l’occhio della mente”, sebbene ciò che appare non sia in realtà né “dentro” né “fuori”: per quanto vivida possa essere questa immagine apparentemente «interna», essa è, proprio come nel caso precedente, una manifestazione dell’energia propria dell’individuo, questa volta sotto forma di energia Rolpa...
È proprio questo livello della propria energia che gli individui realizzati sperimentano come il Sambhogakaya o “Corpo di godimento”. Il godimento a cui si fa riferimento è relativo alla fantastica molteplicità di forme che possono manifestarsi a questo livello, corrispondente all’essenza degli elementi, che è luce e che gli individui realizzati non percepiscono in termini dualistici.
Tsal è la manifestazione dell’energia dell’individuo stesso, come un mondo apparentemente «esterno».
Ma, in realtà, il mondo apparentemente esterno è una manifestazione della nostra stessa energia, a livello di Tsal. Insieme al sorgere del dualismo, tuttavia, sorge simultaneamente l’illusione di un individuo auto-esistente che si sente separato da un mondo che egli o ella sperimenta come esterno...
L’esempio utilizzato per illustrare la natura illusoria del nostro senso di separazione stabilisce un parallelo tra il modo in cui si manifesta l’energia dell’individuo e ciò che accade quando un prisma di cristallo viene posto alla luce del sole: quando la luce del sole colpisce un cristallo, essa viene riflessa, rifratta e scomposta da esso, dando origine a raggi e forme nei colori dello spettro che sembrano essere separati dal cristallo, ma che in realtà sono funzioni della natura stessa del cristallo.
Allo stesso modo, ciò che appare come un mondo di fenomeni apparentemente esterni è l’energia dell’individuo stesso, così come percepita dai suoi sensi...
Per un individuo realizzato, il livello di manifestazione dell’energia chiamata «Tsal» è la dimensione del Nirmanakaya, ovvero il «Corpo di Emanazione».
Chogyal Namkhai Norbu