01/10/2026
«Eliminando gli archivi cartacei e sostituendoli con quelli digitali, possono cancellare la storia. Un giorno ti imbatterai nel messaggio “pagina non trovata” e il giorno dopo li vedrai negare che sia mai realmente accaduto».
È una frase diventata virale negli anni e attribuita a Julian Assange, fondatore di WikiLeaks. Al centro c'è una riflessione sulla fragilità della memoria nell'era digitale: quando documenti, articoli e testimonianze esistono principalmente online, una pagina può essere modificata, spostata o semplicemente scomparire lasciando dietro di sé un errore 404.
Un concetto particolarmente attuale in un'epoca in cui una parte enorme della nostra memoria collettiva è affidata a server, piattaforme e archivi digitali. La frase continua infatti a circolare online proprio come avvertimento sulla necessità di conservare le fonti e non dare per scontato che ciò che oggi è disponibile su Internet lo sarà per sempre.
Va precisato però che, nonostante l'attribuzione ad Assange sia molto diffusa, non emerge una fonte primaria che confermi questo virgolettato nella sua formulazione esatta.